Lezioni americane all’Italia “alcoalizzata”

Il Tesoro americano, che aveva rilevato il colosso assicurativo Aig, colpito da gravi perdite nella crisi dei derivati del 2008, ora, dopo averlo risanato, lo privatizza nuovamente recuperando così il denaro investito. Questa storia tutta americana non è affatto isolata. Anche l’intervento del governo federale a favore delle Case automobilistiche di Detroit si è risolto positivamente per il contribuente americano e per l’economia degli Stati Uniti. Non si tratta di esempi isolati.
20 AGO 20
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Il Tesoro americano, che aveva rilevato il colosso assicurativo Aig, colpito da gravi perdite nella crisi dei derivati del 2008, ora, dopo averlo risanato, lo privatizza nuovamente recuperando così il denaro investito. Questa storia tutta americana non è affatto isolata. Anche l’intervento del governo federale a favore delle Case automobilistiche di Detroit si è risolto positivamente per il contribuente americano e per l’economia degli Stati Uniti. Non si tratta di esempi isolati.
Queste lezioni americane andrebbero tenute presenti, nell’affrontare problemi di imprese in crisi, come ora l’Alcoa di Portovesme in Sardegna. Lo stabilimento di questa multinazionale statunitense dell’alluminio ha usufruito per anni di una generosa sovvenzione sul prezzo dell’energia elettrica utilizzata nel processo produttivo. Questo aiuto a spese degli altri utenti dell’energia elettrica, peraltro, non poteva continuare senza limiti. Ora che la sovvenzione volge all’estinzione, Alcoa non trova più conveniente produrre alluminio in Sardegna e lascia graziosamente l’azienda a disposizione delle pubbliche autorità, che sono alla ricerca di un’altra impresa che abbia interesse a rilevarla. Ma se le tecnologie sin qui utilizzate e il prodotto che si è ottenuto non mutano, sarà molto difficile trovare qualcuno che gestirà l’impianto pagando l’energia con le normali tariffe di mercato praticate verso i grandi utenti. In tutti questi anni, però né lo stato italiano, con il suo ministero dello Sviluppo economico e delle Politiche regionali, né la regione Sardegna, si sono preoccupati di collegare la sovvenzione a un processo di ristrutturazione per rendere conveniente la produzione anche con prezzi dell’elettricità allineati a quelli di mercato. Questo è solo un esempio della cattiva pratica della politica di sovvenzioni alle imprese private e pubbliche in Italia che va sotto il nome di “politica industriale”. Le sovvenzioni vengono infatti elargite senza collegamento con un piano di ristrutturazione che serva a non trovarsi, arrivati a un certo punto, nell’alternativa difficilmente praticabile fra chiusura dello stabilimento a causa della cessazione dell’aiuto pubblico e continuazione dell’attività per mantenere l’occupazione a spese del contribuente. La lezione americana mostra che c’è una terza via e i lavoratori è soprattutto per ottenere questo percorso che dovrebbero farsi sentire.